Olivier Losa Citroen world
 

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Citroën 2CV

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La Citroën 2CV (deux chevaux - francese, letteralmente "due cavalli", dalla valutazione dei cavalli fiscali in Francia) è un'autovettura utilitaria prodotta dall'industria francese Citroën dal 1948 al 1990.


Indice

    * 1 Storia

    * 2 Costruzione

    * 3 Motori

    * 4 La 2CV nella cultura popolare e nello sport

    * 5 Modelli

    * 6 Allestimenti speciali


Storia

Dopo la scomparsa del fondatore André Citroën (1935) e la conseguente acquisizione da parte della Michelin, Pierre-Jules Boulanger si trovava a dirigere la gloriosa azienda produttrice della Traction-Avant ed a fare i conti con la nuova richiesta di locomozione autonoma della classe media. Le automobili, in Francia, non erano da tempo una novità, ma il prezzo di acquisto dei modelli prodotti, restava proibitivo per le tasche di agricoltori, artigiani, piccoli professionisti ed impiegati.


Probabilmente, anche la notizia dell'iniziativa presa da Mussolini (Fiat 500 - Topolino) per la motorizzazione di massa dell'Italia fascista, contribuiva a solleticare la “grandeur” francese ad una pronta risposta.


Nel maggio del 1936, Boulanger da il via al programma T.P.V. (Très Petite Voiture), basandosi su alcuni studi di forma eseguiti l'anno precedente da Flaminio Bertoni. La direzione del progetto viene affidata allo stesso Bertoni per la parte estetica ed a André Lefèbvre per quella meccanica.


Le disposizioni di Boulanger sono semplici e, nel contempo, rivoluzionarie. La nuova vettura, di concezione particolarmente economica, dovrà essere in grado di trasportare "quattro passeggeri ed un sacco di patate a 60 chilometri all'ora con un consumo di tre litri per cento chilometri". Le sospensioni dovranno permettere l’attraversamento di un campo arato con un paniere di uova senza romperle e la vettura deve essere concepita in modo semplice per permettere ai contadini di utilizzarla. Boulanger pretese inoltre che fosse possibile entrare a bordo con il cappello in testa.


        


Agli inizi del 1939 i primi due prototipi funzionanti sono pronti per essere esposti al Salone di Parigi, mentre inizia la produzione di 250 esemplari per le prove d’affinamento. Il conflitto mondiale interromperà di progetto T.P.V. che verrà ripreso nell’immediato dopoguerra.


Per inciso, la temuta prova di attraversamento del campo arato trasportando un paniere di uova venne davvero eseguita personalmente da Boulanger. La leggenda narra che il patron si mise alla guida della T.P.V., con tanto di cappello in testa, e fece un'andata e ritorno sulle zolle di un campo appena arato. Disceso dalla vettura controllò lo stato delle uova nel paniere e ne bevve anche una, forse al fine di controllare che non fossero uova falsificate.


Conclusa la lunga parentesi bellica (durante la quale Boulanger aveva fatto "sparire" i prototipi demolendoli e nascondendone alcuni in un'azienda agricola), il cammino evolutivo della 2 CV riprende per arrivare ad essere esposta in forma definitiva al Salone di Parigi il 7 ottobre 1948.

La 2 CV-A, nella sua primigenia livrea grigia voluta da Bertoni, viene presentata e descritta da un gongolante (con moderazione) Boulanger al meravigliato Vincent Auriol, primo Presidente della Quarta Repubblica francese.


L'accoglienza della stampa fu fredda ed in alcuni casi la 2CV fu addirittura derisa. Con grande scorno per i giornalisti invece, l'auto divenne da subito un bestseller presso il ceto medio che poté anch'esso fruire di un mezzo di trasporto proprio.


     


Per avere un'idea del successo enorme riscosso dalla 2CV, basti pensare che, dopo pochi mesi dalla sua presentazione, si crearono liste d'attesa di ben tre anni e che, nel 1950, la produzione passò dalle originarie 4 a ben 400 unità al giorno.

Il primo modello di Citroën 2CV importato in Italia negli anni Cinquanta


Le principali attrattive della 2CV erano il prezzo d'acquisto (costava la metà di un Maggiolino), gli irrisori costi di gestione e la capacità di adattarsi a qualunque tipo di fondo stradale: grande tenuta di strada sull'asfalto e un eccellente comportamento sui percorsi accidentati. Le quattro porte, il tetto apribile ed il capiente bagagliaio, consentito dalla posizione anteriore del motore, le conferivano una versatilità veramente unica.


Nei successivi 42 anni ininterrotti di produzione la 2CV ha subito centinaia di piccoli aggiornamenti che non hanno però modificato la sostanza del progetto originale. Molte sono le automobili derivate dal progetto T.P.V. che vennero costruite per soddisfare le più svariate esigenze, come le Ami 6 e Ami 8, la Dyane e la Méhari. Quest'ultima venne utilizzata dalla Citroën per avviare l'ambizioso progetto F.A.F. (facile à fabriquer), finalizzato all'autonoma costruzione di automezzi nei paesi in via di sviluppo. Decine di piccole fabbriche vennero impiantate in tutto il mondo, come l'indocinese Dalat e l'Iraniana Baby-Brousse.


  
  


Vennero costruite anche diverse versioni speciali della 2CV, tra cui due coupé, denominate Dagonet e Bijou, una 2CV Sahara a trazione integrale e dotata di doppio motore (anteriore e posteriore), realizzata per l'esercito coloniale in Algeria e Marocco.


                   
Realizzato con un Mac


Il 25 febbraio 1987 lo storico stabilimento di Levallois viene chiuso dopo aver sfornato 2.790.472 Citroën 2CV. La produzione continuerà in Portogallo fino alle ore 16.00 del 27 luglio 1990, quando l'ultima 2CV esce dallo stabilimento di Mangualde. I consuntivi delle unità prodotte di 2CV e derivate nelle varie fabbriche, sono da capogiro. Anche se i dati dei modelli FAF non sono conosciuti, si stima che le "figlie" del progetto T.P.V. siano state circa 10 milioni: 3.872.583 2CV berlina, 1.504.221 2CV Furgonetta, 1.443.583 Dyane, 1.840.159 Ami e 144.953 Mehari.



Costruzione

Dal punto di vista costruttivo, il livello di semplicità tecnologica che stava alla base della realizzazione della 2CV, la poneva all'epoca come una delle auto più economiche del mondo. Anche in seguito non usufruì di grosse modifiche, se si eccettuano alcuni aggiornamenti ai freni (passando ai dischi nel 1980) ed al motore, passato dagli originari 375 cc di cilindrata a 425 ed infine a 602 cc, ferma restando la originaria architettura del motore stesso (raffreddato ad aria).


Tra le caratteristiche più evidenti di questa semplicità costruttiva vi era il sedile posteriore sostituito da una pura e semplice panchetta. Inoltre, essendo il motore raffreddato ad aria, non vi erano radiatore e pompa dell'acqua, né termostato. Al momento del lancio, la 2CV disponeva delle seguenti caratteristiche:


    * motore anteriore

    * trazione anteriore

    * 2 cilindri contrapposti

    * cambio a 4 marce


le sospensioni erano estremamente morbide, in maniera tale da permettere alla 2CV di poter accedere anche a terreni accidentati, mentre la trazione anteriore conferiva alla vettura una certa sicurezza di guida. Il motore adottato era un 2 cilindri boxer raffreddato ad aria da 375 cc di cilindrata. Il cambio era a 4 marce, soluzione d'avanguardia, all'epoca, per un'utilitaria. La 2CV disponeva inizialmente di un unico faro sia all'anteriore che al posteriore. Il tergicristalli era azionato da un meccanismo connesso alla trasmissione, che a sua volta azionava anche il tachimetro. In questo modo, maggiore era la velocità dell'auto, maggiore era la velocità con cui si muoveva il tergicristallo.



Motori

La 2CV era disponibile all'inizio della commercializzazione con un bicilindrico boxer da 375 cc. Questo propulsore era raffreddato ad aria e poteva sviluppare una potenza massima di soli 9 CV, pari a 6.5 kW. Una cifra che oggi potrebbe far sorridere, ma che all'epoca era all'incirca la norma per un'utilitaria, specie se molto essenziale e ridotta all'osso come la 2CV. La velocità massima raggiungibile dalla 2CV era di soli 65 km/h.


A partire dal 1955, fu introdotto un nuovo motore da 425 cc che la 2CV mantenne fino al 1968, anno in cui la gamma si sdoppiò: venne presentato un nuovo motore da 602 cc e 28 CV di potenza massima, mentre il motore da 425 cc fu portato a 435 cc. Contemporaneamente mutarono leggermente anche le denominazioni: la versione meno potente fu battezzata 2CV 4, mentre la versione più grande prese il nome di 2CV 6. Quest'ultima nel 1970 beneficiò di un incremento di potenza, salendo così a 33 CV. Il 1978 vide invece l'uscita di produzione della 2CV 4, lasciando in listino solo la motorizzazione maggiore. Nel 1979 la potenza massima del bicilindrico da 602 cc scese a 29 CV, ma fu rivisto il resto della meccanica in maniera tale da ridurre i consumi e migliorare le prestazioni. A questo punto la velocità max della 2CV 6 era di 115 km/h.



La 2CV nella cultura popolare e nello sport

Oltre che per le sue particolari caratteristiche, la 2CV divenne famosa presso il pubblico grazie alla sua comparsa in innumerevoli film di successo, tra cui un episodio di James Bond (l'esemplare utilizzato sopravviveva a diversi ribaltamenti permettendo a 007 di sfuggire agli inseguitori), o anche nel film "American Graffiti" o ancora "La vendetta della Pantera Rosa", solo per citarne alcuni. Inoltre, grazie anche ad alcuni exploit più o meno noti, la 2CV finì per divenire un mito inattaccabile; ad esempio, il giro del mondo su una 2CV, durato 13 mesi, durante i quali furono percorsi 100 mila km a bordo della piccola vettura. Anche il cantautore Claudio Baglioni, contribuì ad alimentare il mito della Citroen 2CV: lui e la sua "Camilla" girarono l'Italia. Nel 2003 anche la cantautrice Elisa Toffoli utilizzo una 2cv 6 arancione nel videoclip della sua canzone intitolata "Broken". La 2CV è stata utilizzata anche in ambito sportivo, in Inghilterra il BARC organizza un monomarca con gare sprint e durata (in particolare una 24 Ore a Francorchamps).In Francia recentemente un esemplare è stato preparato per la Parigi-Dakar sotto la guida di Georges Marques, ma una sospensione danneggiata da un salto e noie meccaniche impedirono dalla "Bi-Bip 2" di raggiungere il Senegal. La vettura ha poi disputato la 24 Ore di Parigi, una gara riservata a vetture 4X4, giungendo al traguardo senza problemi di rilievo. Ancora oggi sopravvivono oltralpe in ambito locale corse con le 2CV allestite per i tracciati sterrati e in ghiaccio.



Modelli

Berlina

    * A (1948-1961)

    * AZ (ottobre 1954, febbraio 1963)

    * AZL (dicembre 1956, ottobre 1962)

    * AZLP (settembre 1957, febbraio 1963)

    * AZA (febbraio1963, febbraio 1970)

    * AZ 4/4 (dicembre 1960, 1966)

    * AZAM (marzo 1963, aprile 1967)

    * AZAM Export (aprile 1967, settembre 1967)

    * AZA2 o 2CV4 (febbraio 1970, settembre 1976)

    * AZKB o 2CV4 (settembre 1976, settembre 1978)

    * AZKA o 2CV6 (febbraio 1970, luglio 1990)


Veicoli commerciali

    * AU

    * AZU, AZU 250

    * AK 350

    * AK 400, AKS 400

  1. *AYCD (Acadiane)

   

    



    * Dagonet


    



    * Bijou: coupé su base 2CV con carrozzeria in vetroresina prodotta in soli 207 esemplari per il mercato inglese. Montava alcuni componenti della DS, come il volante ad una razza. Non incontrò il successo sperato a causa delle prestazioni troppo modeste.


    



Cabriolet


    * Radar: cabriolet su base 2CV con carrozzeria in fibra di vetro prodotta a tiratura limitatissima (solo 25 esemplari) tra il 1958 ed il 1959.


    



Quattro ruote motrici (4WD)


    * 2CV Sahara: il suo vero nome é AZ 4/4, era una versione a trazione integrale della 2CV. Era caratterizzata dal fatto di possedere due motori: uno anteriore ed uno posteriore, meccanicamente indipendenti. Questi propulsori, in grado di erogare 12 CV ciascuno, possedevano due serbatoi separati, uno per ciascun motore ed una sola leva del cambio che poteva comandare un solo motore (quello anteriore) oppure tutti e due insieme. Pensata inizialmente per le colonie francesi, divenne presto un oggetto di culto presso gli appassionati di fuoristrada. L'idea fu di un certo Sig. Bonnafous che nel 1954 costruì artigianalmente il primo esemplare con due motori 375cc. Un agente Citroën venne a conoscenza di quest'auto fuori dal comune e molto versatile e fu cosi' che Citroën decise di costruirla in serie. Il primo prototipo venne presentato alla stampa il 7 marzo 1958, assemblato nella fabbrica Panhard dove venivano montate le furgonette. Dei problemi di raffreddamento del motore posteriore richiesero la realizzazione di un secondo prototipo, con la leva del cambio sul pavimento, presentato nel novembre del 1958. Il 9 settembre 1959 venne presentato il 3° prototipo (sempre senza fori nelle porte) e nel dicembre del 1960 comincio' la produzione in serie che termino' nel 1966, con 694 veicoli; nel 1971 venne assemblata in Olanda una 2CV partendo da pezzi rimanenti in magazzino.


Nel 1962 con l'indipendenza dell'Algeria, venne abbandonato per ragioni politiche il nome Sahara, anche se ufficiosamente resto'. Secondo il censimento di un appassionato si stima che ne rimangono un centinaio. Per le prestazioni, la Casa dichiarava una velocità massima di 65 km/h con il solo motore anteriore in funzione, che diventavano però 105 con entrambi i motori in funzione.


     



Allestimenti speciali

Dalla seconda metà degli anni anni '70, allo scopo restituire freschezza all'immagine della "2CV" progettata 40 anni prima, venne presa la decisione di affidare a Serge Gevin, designer del centro stile Citroën, di creare l'allestimento speciale "Spot" che, visto il successo, fu il primo di una lunga serie, comprendente gli allestimenti "Charleston", "James Bond 007", "France 3", "Dolly", "Cocorico" e "Perrier".


    * Spot

Commercializzata dal 10 aprile 1976, si caratterizzava per la carrozzeria bicolore bianco-arancio (blanc Meije - orange Ténérée) con interni e capote che riprendevano le stesse tonalità e con l'aggiunta di un telo parasole per la parte anteriore del tetto. I lotto dei 1.800 esemplari realizzati, andò esaurito in breve tempo.


   



    * Charleston

Per il Salone dell'automobile di Parigi dell'ottobre 1980 venne approntato l'allestimento "Charleston" con verniciatura bicolore nero-bordeaux (nero - rosso delage) e filettature bianche. Riprendeva i temi stilistici degli anni '30, sottolineati dai tessuti interni "pied de poule" e dalla denominazione dedicata al ballo di moda all'epoca. Visto il precedente successo, si pensò di aumentare la tiratura a 8.000 esemplari che, tuttavia, risultò inadeguata alla domanda. Nel 1982 la Citroën decise di mettere l'allestimento "Charleston" in listino, ove rimarrà fino al termine della produzione, aggiungendo le nuove colorazioni nero-giallo e nero-grigio.


  
  



    * James Bond 007

Nel 1982 venne proposto l'allestimento conseguente al film "Solo per i tuoi occhi", appartenente alla saga James Bond, nel quale veniva utilizzata una 2CV gialla (jaune Helios AC 336) in spericolate acrobazie. La versione, realizzata in 700 esemplari, è colorata nell'identica tonalità di quella del film e dotata di adesivi riproducenti il logo "007" ed i fori delle pallottole.


    



    * France 3

In seguito alla sponsorizzazione del veliero "France 3", concorrente all'America's Cup, nel 1983 la Citroën approntò l'omonimo allestimento, anche venduto sui mercati esteri con la denominazione "'Beachcomber" o "Transat"; quest'ultima per il mercato italiano. Verniciata di bianco con bande decorative bleu, questa versione fu complessivamente costruita in 4.000 esemplari.


    



    * Dolly

Nel 1985 viene presentata la versione "Dolly", prevalentemente rivolta ad un pubblico femminile, che si distingueva per la verniciatura bicolore grigio-bianco, grigio-giallo o grigio-rosso e gli interni in panno grigio. La prima serie di 3.000 esemplari andò esaurita in pochi mesi e venne realizzata, nel 1986, una serie aggiuntiva con le nuove colorazioni bianco-rosso, bianco-verde, giallo-bordeaux e giallo-bleu, in 2.000 esemplari.


    



    * Cocorico

Pensata per celebrare la partecipazione della nazionale francese alla Coppa del Mondo di calcio nel 1986, la "Cocorico" era verniciata in bianco con le fiancate bleu nella parte anteriore e rosse in quella posteriore, oltreché dotata di adesivi inneggianti la squadra. La nazionale francese venne però eliminata prima della finale e così gli adesivi furono eliminati. I mille esemplari costruiti vennero distribuiti esclusivamente sul mercato nazionale.


    



    * Perrier

L'ultimo allestimento speciale, la "Perrier" del 1988, è contraddistinto dalla verniciatura bianca, dalla capote verde e dotata di un piccolo frigo con capienza di sei bottiglie. Dedicata alla nota marca di acque minerali, si distingueva per gli interni verdi, i pannelli grigi con logo della "Perrier", i copricerchi in plastica grigio metallizzato a tutta ruota, l'adesivo posteriore "Perrier" e l'adesivo riproducente una crepa lungo tutto il cofano, terminante in una statuetta di resina raffigurante uno scimmione che impugna una mazza. Costruita in 1.000 esemplari, La "Perrier" venne commercializzata esclusivamente in Belgio e Lussemburgo.


    





Citroën 2cv dati tecnici


Inizio produzione      1948

Fine produzione        1990

Sostituita da:             Citroën Visa

Esemplari prodotti     3.872.583 berlina, 1.246.306 mezzi commerciali & altre derivate


Altre caratteristiche

Dimensioni e pesi

Lunghezza        3.830 mm

Larghezza         1.480 mm

Altezza              1.600 mm

Peso                  550 kg


Altre versioni

coupé

furgonata

cabriolet


Della stessa famiglia

Citroën Ami 6

Citroën Dyane

Citroën Méhari

Citroën FAF


Concorrenti

BMW 700

Fiat 600

NSU Prinz

Renault 4

Renault 6

 

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